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La Fontana del Cavatore

Da vedere a Catanzaro

Un viaggio a Catanzaro vi permette di visitare i seguenti monumenti:

Basilica dell’Immacolata
La Basilica dell’Immacolata è per i catanzaresi l’edificio più caro in quanto si lega indissolubilmente con il culto per la SS. Vergine Immacolata patrona della città. Sin dalle origini la Madonna era particolarmente venerata dai catanzaresi; devozione che si intensifica all’indomani del 1641 quando la città, scampata miracolosamente dalla peste per intercessione della Vergine, emette, nel 1660 con solenne atto pubblico, il voto di difendere a costo del sangue la verità del concepimento Immacolato di Maria, precedendo di due secoli la proclamazione dello stesso dogma. Da allora l’Immacolata, proclamata patrona della città, è solennemente festeggiata ogni anno, l’8 dicembre.

Cattedrale di Santa Maria Assunta e dei Santi Pietro e Paolo
La cattedrale di Catanzaro, o Duomo, sorta nell’XI secolo ed inaugurata da Papa Callisto II, ha subito innumerevoli vicissitudini che ne hanno trasformato l’aspetto esteriore e radicalmente quello interno. I bombardamenti della II guerra mondiale arrecarono gravi danni all’intera struttura edilizia, per cui fu necessario ricostruirla completamente. La Cattedrale, fin dalle origini fu uno dei poli della vita cittadina e, soprattutto, dal Medioevo, uno dei simboli della città stessa, per la presenza dei Santi Patroni.

Fontana Monumentale del Cavatore
La Fontana venne realizzata nel 1950 da Giuseppe Rito. L’opera è caratterizzata da particolari effetti di colore dovuti ai diversi materiali di cui è composta. Si tratta di una statua bronzea che poggia su una base di granito da cui sgorga l’acqua, il tutto racchiuso da una nicchia semicircolare di laterizio risalente alla fine dell’Ottocento, che fa parte del complesso di San Giovanni. La scultura simboleggia il lavoro dei cittadini.

Teatro Politeama
Il Politeama di Catanzaro è il più giovane tra i grandi teatri italiani. Ma la sua fresca ed esaltante esperienza affonda le radici nell’antica tradizione teatrale cittadina che ebbe nel Teatro Real Francesco, poi Teatro Comunale, il suo cuore pulsante, schiantato dal piccone demolitore nei primi mesi del 1938, dopo 108 anni di vita. Il Teatro è stato progettato da Paolo Portoghesi, uno dei maggiori architetti italiani, mentre il progetto delle strutture impianti è di Franco Portoghesi.

Bosco Pineta e Giardino “Li Comuni”
Un grande parco urbano, ubicato nel quartiere Siano, a ridosso del centro storico, pienamente fruibile dall’utenza cittadina, punto di riferimento per il turismo integrato mare-monti, attrezzato per il tempo libero, l’escursionismo, il trekking a cavallo, l’attività didattica. Il Parco è caratterizzato dalla presenza di numerose specie vegetali di tipo mediterraneo e animali che ne fanno un habitat quanto mai ricco e degno di tutela. All’interno del Parco esiste un giardino botanico nel quale trovano collocazione oltre 1000 specie vegetali diverse.

Palazzo Rocca – Grimaldi
E’ uno dei palazzi più belli e raffinati presenti in città. Eretto tra il XVIII e il XIX secolo, sorge nella centralissima piazza del SS. Rosario ad angolo con la salita Tribunali. I due piani, piano terra e piano nobile, di cui esso è formato, rivelano un progetto compositivo che privilegia il gusto della ricercatezza nella decorazione (man mano che dal basso procede verso l’alto), riscontrabile nella fattura pensata in generale per l’intera facciata. In questo palazzo abitò Bernardino Grimaldi, avvocato e parlamentare, famoso per la sua vastissima cultura.

Palazzo Ruggero-Raffaelli
E’ da considerarsi tra i manufatti architettonici più interessanti e imponenti prospicienti l’antica via della Villa. Il palazzo, a corte centrale, è addossato alla cinquecentesca chiesa di S. Francesco di Paola e ha due facciate che si discostano completamente l’una dall’altra, oltre che per il numero dei piani, per l’impostazione formale e per l’apparato decorativo. Ciò evidenzia che l’edificio, pur volendolo considerare un organismo unitario, è nella realtà diviso in diverse unità distinte e separate, frutto degli stravolgimenti e dei lavori di riattamento che interessarono l’intero complesso edilizio nella seconda metà dell’Ottocento. Sorge sul sito e sulle preesistenze del convento dei PP. Minimi. All’indomani della sua soppressione, avvenuta una prima volta dopo il terremoto del 1783 e una seconda volta nel periodo murattiano, fu venduto a privati e trasformato in edificio residenziale.

Palazzo Alemanni (Rettorato)
È tra i palazzi più conosciuti dai catanzaresi. Edificato in due fasi della famiglia nobiliare Alemanni dei baroni di Tiriolo, rivela alla base, per la sua impostazione architettonico-morfologica, un’alta conoscenza dell’architettura dell’epoca. I prospetti sono interessati da una decorazione ottocentesca ricercata, di gusto neoclassico. È un grande edifìcio a corte centrale che presenta elementi linguistico-formali tipici dell’epoca.

Palazzo Grimaldi–Montuori
II palazzo Grimaldi-Montuori è oggi più comunemente conosciuto come Camera di Commercio. Nel 1870, a causa dei lavori che interessarono la rettifica e l’allineamento delle facciate degli edifici di Catanzaro sulla principale arteria cittadina, fu espropriato, demolito e arretrato di circa 7,50 metri. Ciò non alterò la mole dell’edificio che ancora oggi rappresenta una delle opere architettoniche più belle della città. In seguito a questi lavori fu acquistato dall’Ente Camerale che provvide a restaurarlo secondo il gusto dell’epoca.

Palazzo Fazzari
Oltre a essere un simbolo della città, l’edificio rappresenta un esempio importante di architettura eclettica nel panorama del costruito catanzarese e calabrese in genere, in cui si fondono insieme connessioni fiorentine e cultura locale. Situato nell’antico quartiere della Giudecca e sul luogo ove esisteva la sinagoga degli ebrei, fu voluto dal generale garibaldino Achille Fazzari e costruito tra il 1870 e il 1874 dall’architetto fiorentino Federico Andreotti che, con il fratello Enrico, realizzò nei saloni del piano nobile lo splendido ciclo degli affreschi con motivi a grottesca. Tutta la costruzione fonde insieme caratteri toscani, presi in prestito dai palazzi Medici-Ricciardi, Gondi e Antinori di Firenze, con caratteri calabresi inerenti la scelta dei materiali, la pietra di Stalettì, e le particolari soluzioni compositive d’angolo poste in facciata.

Palazzo della Prefettura
L’attuale complesso del palazzo della Prefettura consta di due edifici: il palazzo del Governo, già della famiglia Morano, acquistato nel 1595 per la Regia Udienza e il vecchio edificio liberty dell’Amministrazione provinciale. Qui la Provincia mantenne i suoi uffici fino agli anni Sessanta, quando si trasferì nel nuovo Palazzo di Vetro disegnato dall’architetto catanzarese Saul Greco. Da quel momento è diventato sede della Prefettura. Tutto il complesso si presenta nel rifacimento novecentesco, periodo in cui il palazzo della Prefettura fu aumentato di un piano e ristrutturato nel prospetto principale.

Palazzo De Riso
L’edificio presenta caratteri compositivi unici, rispetto agli organismi che si affacciano sulla via De Seta, dai quali se ne discosta per la tipologia e per la ricerca formale degli elementi decorativi e stilistici. E’ caratterizzato da una pianta a “C”, al centro della quale, si colloca la piccola corte, preceduta da un androne coperto da volte a botte, e seguita dall’ampio corpo scala, coperto da una volta a padiglione al centro della quale spicca lo stemma della famiglia dei marchesi De Riso e altre decorazioni dipinte a trompe d’oeile.

Villa Bly
Villa Bly può definirsi un “gioiello” dell’architettura Liberty. Essa è una sintesi decorativa dell’art nouveau, di quello stile cioè che, tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento, si caratterizza nella continua ricerca del “bello”, nell’uso del vetro e del ferro, sia come elementi decorativi, sia come materiali costruttivi, e che troverà la sua fonte di ispirazione negli elementi naturalistici.



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